Aracnofobia: origine e mistero dell’irrazionale paura umana

Odilon Redon - L'Araignée qui pleure, 1881

Odilon Redon - L'Araignée qui pleure, 1881

Istintiva ed irrazionale, l’aracnofobia è una delle fobie più diffuse al mondo.

Può presentarsi in vari livelli d’intensità, dal disgusto alla forma più forte di repulsione, dalla sudorazione eccessiva dei piedi a quella sensazione di vuoto che prende i maschietti nella zona perineale.

In alcuni casi può portare ad un livello di incontrollabile orrore che porta ad attacchi di panico o reazioni fuori della lucidità (tipo sostenere di esser stati costretti dagli alieni a drogarsi e girare un film porno).

Dove nasce questa paura?

Quali incredibili verità può raccontarci?

Che collegamento c’è tra il termine aracno ed il termine arachide?

Benvenuti alla nuova puntata di Ai confini della surrealtà, la rubrica di divulgazione scientifica a cura della Rifondazione Sklero che fa tremare di paura gli autori di Voyager.

Come anticipato, parleremo oggi di aracnofobia e del mistero che racchiude.

Le culture, nei secoli, hanno associato al ragno i più svariati significati folkloristici e mitologici: basti pensare al mito greco di Aracne, al fenomeno del Tarantismo diffuso già dall’antichità nell’area mediterranea o alla filastrocca di Whisky il ragnetto che sale la montagna per toccare il cielo, poi piove, poi viene il sole, poi un sacco di menate e alla fine non si capisce più che fine ha fatto (in tutta franchezza, non che ci interessasse più di tanto).

Curioso e interessante è il ritrovamento nel 1962 di una pergamena appartenuta a qualche cultura a noi oggi sconosciuta ed in tutto e per tutto simile alla carta da disegno da noi oggi utilizzata; tale pergamena disegnata con un materiale in tutto e per tutto simile alla china da noi oggi utilizzata rappresenterebbe, come in una stele egizia, le gesta di un essere mezzo uomo e mezzo ragno.

La pergamena, purtroppo, non è più rintracciabile.

Il ritrovamento avvenne a Manhattan da parte di due addetti alle pulizie, nel cestino dello sporco dello studio DitkoStanton; Ditko e Stanton, in seguito, denunciarono gli scopritori per violazione di proprietà privata (accusa per la quale vennero in seguito giustiziati).

Si racconta nei corridoi, però, che il motto di questo essere mitologico fosse “Da grandi pareti derivano grandi pennelli”.

È curioso quanto, pur sforzandosi di salvare il genere umano, lo stesso eroe mitologico fosse però odiato dal popolo.

Ritorniamo, quindi, al tema dell’aracnofobia e dell’odio irrazionale per i ragni.

Quale meccanismo si accende nel cervello umano alla vista di un ragno?

Il sapore dei ragni è davvero amaro come sostiene Renato Pozzetto nel film Il ragazzo di campagna?

Se un ragno costa € 5,00 e la mamma ti dà € { ¾ [ 5 + 2 ( π - 0.3 ) ] }²  quanti ragni puoi comprare?

Si affaccia all’anticamera del cervello un’ipotesi.

Un’ipotesi alquanto fantasiosa.

Un’ipotesi parecchio improponibile.

Un’ipotesi decisamente bislacca.

Seguendo il solco del sentiero tracciato da Roberto Giacobbo, decidiamo di darle credito; anzi, di sostenerla come unica tesi possibile.

L’uomo ha paura del ragno in quanto l’uomo non deriverebbe né dalla scimmia né da Dio ma, bensì, dall’insetto? (in genere, nel programma Voyager questa domanda viene fatta facendo in modo che il tono interrogativo sia marcato molto poco, in modo da sembrare un’affermazione ma allo stesso tempo poter prendere le distanze in caso di smentita).

Cerchi nel grano

Tris alieno: dopo l'ennesimo avvistamento di cerchi nel grano sorge spontanea la domanda "A quando il turno del giocatore con le X?"

Ciò spiegherebbe alcuni modi di dire che trovano origine nell’alba dei tempi, come “Ti schiaccio come un insetto”, “Sei un parassita”  o “È nato prima l’insetto o la larva?”.

È quindi questa la spiegazione scientifica dell’aracnofobia? (stesso giochetto della domanda-affermazione col tono interrogativo appena accennato).

A questo punto, altri quesiti si aprono di fronte a noi.

Che gli Ottomani siano quindi i discendenti dei millepiedi?

Zanzare e cagnotti sanno di essere cannibali?

E il coccodrillo come fa?

Domande che restano per il momento aperte, ed attendono delle risposte. Scopriamole assieme.

Sì, ma dopo la pubblicità.

Non andate via.