°SCHOOL is OVER° 2012 / ENSI Interview

Mi presentano velocemente Ensi ancora la mattina, quando i primi ragazzi iniziano a sistemare i loro asciugamani un po’all’ombra e un po’al sole carichi per una giornata che si è poi rivelata ancora migliore delle aspettative, e non è una sviolinata o altro, basta collegarsi alla pagina facebook di Kaos Therapy, tra gli organizzatori dell’evento insieme a Lemonade Viaggievento e leggere i commenti lasciati dai ragazzi il giorno successivo alla festa.

 

Il rap italiano è l’indiscusso protagonista del palco e dopo lo show di Fedez, Ensi delizia il pubblico con le sue rime taglienti contro i politici, le ingiustizie, la crisi e la falsità.
Classe 1986 e origini Catanesi, Ensi diventa famoso al grande pubblico partecipando alla gara nazionale di freestyle “Tecniche perfette”, arrivando secondo solo al celebre Mondo Marcio. Produce un disco con i OneMic, gruppo fondato dal fratello Raige e dall’amico rapper e beatmaker Rayden, ma la sua vera passione e il suo talento emergono nelle gare. Nel 2005 e nel 2006 partecipa all’importantissima 2theBeat, accedendo alla finale nazionale contro Kiave e spopolando nell’ultimo incontro nazionale contro Clementino, dove ha la meglio.
Nei suoi lavori vanta collaborazioni con molti artisti dell’underground italiano, ma anche da solista spicca sempre il feeling speciale con i OneMic.
Il primo singolo Terrone è un’ironia frizzante sulla cultura meridionale, la sua.
Nel gennaio 2012 ensi entra a far parte di tanta Roba, etichetta indipendente fondata da Guè Pequeno dei Club Dogo e Dj Hars. Memorabile la sua performance a Mtv Spit dove vince e si aggiudica 5.000 euro in gettoni d’oro;  è possibile ascoltarlo a Radio 105 nella trasmissioneradiofonica 105Non Stop.

Ascolto il concerto seduta su una cassa dietro al palco. Ha una carica spaventosa e soprattutto sa trascinare la folla che salta a ritmo nonostante i 40°. Osservo meglio il pubblico e noto due ragazze che rappano ogni singola parola, di ogni singola canzone.
Voglio che siano loro ad intervistarlo, a soddisfare tutte le loro curiosità e aver così la possibilità di poterlo conoscere.

  • L’intervista è stata dunque fatta da Ada & Sara,
    17 anni, studentesse del Lunardi, ovviamente felicissime della mia proposta.

Qual è stata la motivazione che ti ha spinto ad iniziare con il rap? E quando hai capito che volevi fare questo nella vita?
Ho iniziato a rappare poco dopo la fine delle scuole medie, scoprendo questa musica insieme a mio fratello captando quel poco che televisione e radio offrivano. Ci informavamo soprattutto attraverso fanzine e giornali del settore che ormai non esistono quasi più, ma tempo fa erano molto popolari. Nonostante i miei 26anni ho già quasi 10 anni di attività alle spalle, a 16anni ho cominciato a a produrre le prime cose “importanti”.
Il perché di tutto questo è semplice, attraverso il rap ho capito che avevo la possibilità di esprimermi pienamente dicendo tutto quello che pensavo ma con un canale comunicativo originale.

Come sono nati i OneMic?
I OneMic nascono verso la fine del 2003,  con il mio arrivo nel duo, composto da mio fratello e da Rayden. Inizialmente la mia figura era quella di incitatore durante i Live. Il mix funzionava e quindi abbiam deciso di continuare, trovandoci un nome come prima cosa e scegliendo OneMic appunto, tre teste e un microfono, uniti da un’idea sola.

Raccontaci un po’della tua esperienza a MtVSpit.
Spit in una parola è stato fotonico ed è riuscito a portare il background del freestyle ad un livello mainstream. La cosa bella è che, strada facendo, non ho assolutamente perso i miei fan più affezionati ma anzi se ne sono semplicemente aggiunti altri ed è inutile sottolineare che sono felicissimo di questo.

Ora che sei famoso, com’è cambiato il rapporto con i tuoi amici?!?
Gli amici quelli veri li conto sulle dita di una mano, ma chiaramente di conoscenti ne ho un milione. Nel rap sono riuscito a costruire rapporti bellissimi e legami stretti, ho un carattere portato a non avere nessun tipo di problema con le persone, mi piace collaborare con tutti. Sono un bravo ragazzo e mi raccomando scrivilo!! (ride, abbracciandomi stretta ndr)

I testi s’ispirano alla tua vita quotidiana?!?
Certo, uso l’Hip-hop come un filtro nel quale incanalare tutta la mia vita trasformando le delusioni, le gioie e le esperienze in canzoni.

Ora tocca a me. Incuriosita da questa nuova tendenza e dalla presa che ha su i giovanissimi di oggi mi faccio spiegare da dove deriva secondo lui la nuova ascesa dell’hip-hop.
Più o meno tutto è ciclico e si ripropone nel tempo, attualmente il rap italiano a livello di genere musicale è l’unico che ha un linguaggio comprensibile per i giovani che si rispecchiano in quello che viene cantato perché chi fa questo genere di musica cerca di essere tagliene e avere un contatto più viscerale rispetto al pop italiano.

Spesso ci paragonano ai cantautori ma io non sono d’accordo. I veri cantautori ormai non ci sono più, non c’è più una volontà di trasmettere messaggi profondi come era solito fare da De Andrè o Battisti, ora il pop cantautoriale è più concentrato su produrre canzonette orecchiabili nelle quali però i ragazzi non si riconoscono.
Per questo motivo si avvicinano al rap che, con un linguaggio più vivo e diretto, permette loro una migliore connessione e identificazione con i testi. 

Mi saluta chiedendomi l’età, e appena gli faccio notare che siamo coetanei mi riempie di complimenti giurandomi che dimostro al massimo 20anni. Forse era la tenuta da grest in shorts e maglietta, fatto sta che,(come si dice?) Prendo e porto a casa più che volentieri. Una foto, autografi e mentre si allontana Ada lo insegue per un’ultima domanda “fuori onda”.

Lei a chi è dedicata?!? Ad un vecchio amore o ad una storia attuale?
Ti dico solo una cosa, mi hanno spezzato il cuore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Difendersi dall’amore è proprio impossibile, nemmeno un viso duro, un look grintoso e rime taglienti riescono a sopraffarlo.