Consci che la prima puntata di Ai confini della surrealtà dedicata al cotone nell’ombelico e al mistero che racchiude, per quanto credibile, è stata una semplice imitazione di Voyager, il programma di divulgazione scientifica più improbabile sulla faccia della terra, ritorna la rubrica della Rifondazione Sklero dedicata ai misteri più inverosimili del mondo.
Santino di Roberto Giacobbo nel portafogli e zaino in spalla, partiamo alla ricerca di nuove ed affascinanti scoperte.
Il viaggio che oggi compiremo ci porterà a spasso nel tempo, per dare risposta ad una delle domande che da sempre affliggono l’umanità ed in particolar modo noi giovani: si stava davvero meglio una volta?
Quante volte ce lo siamo sentito dire?
Chi è stata la prima persona a pronunciare questa frase?
Se Dimmelo e Dammelo vanno in guerra, muore Dimmelo, chi rimane?
Siamo stati in Georgia, nel villaggio di Sachino a 370 chilometri dalla capitale Tbilisi, dove abbiamo incontrato Antisa Khvichava che, con i suoi 131 anni, è la donna più anziana del mondo.
Ci dice Antisa: “Ma chi me l’ha fatto fare di campare fino a 131 anni? Ho voglia di morire, ma non ci riesco! Ad ogni modo, si stava meglio ai miei tempi!”.
Parole toccanti di una simpatica vecchina che, oramai, non capisce più nulla.
Parole che, però, sembrerebbero accreditare l’ipotesi secondo la quale si stava veramente meglio una volta.
Legittimamente sorge un dubbio: e se gli stessi anziani che ora dicono che si stava meglio quando loro erano giovani, da giovani si fossero sentiti dire dagli anziani che si stava meglio quando erano giovani loro?
Ciò ci porterebbe a credere che in passato siano esistite città nelle quali si legano le vigne con le salsicce, ed avevasi un’oca a denaio ed un papero giunta; ed eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattuggiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in brodo di capponi e prima ancora paesi con fiumi pieni di polenta e di brodo nero.
Chi è, allora, il responsabile della deriva del genere umano?
Il declino dell’umanità arriverà al suo apice il 21 dicembre 2012?
La storia della fine del mondo è tutta una balla messa in giro dagli agenti immobiliari di Angrogna (TO)?
Ripensando a tanta prosperità, immediatamente il nostro pensiero va all’antico mito che da sempre affascina l’uomo.
Atlantide? No, no.
Eldorado? No, no.
I giardini dell’Eden? No, no.
Stiamo parlando dell’antichissimo mito del Paese di Cuccagna.
Abbiamo incontrato il Sig. Occhio Pino che giura di aver vissuto nel Paese di Cuccagna; dice che è un bel posto, ma che alla fine non vale la pena di fermarsi per più di cinque mesi.
Avremmo voluto rivolgere altre domande al Sig. Occhio Pino ma alla vista del gatto del cameraman e della volpe dell’aiuto truccatrice si è cacciato qualcosa in bocca ed è scappato a gambe levate.
Questa fonte autorevole (che, a conferma della propria credibilità, sostiene di abitare in una balena, di avere una fata per madre e di parlare con un grillo) conferma quindi l’ipotesi dell’esistenza del Paese di Cuccagna.
Perché mentre ci raccontava tutte queste cose, il Sig. Occhio Pino teneva misteriosamente il volto nascosto?
Come mai si hanno tracce del Sig. Occhio Pino solo dal 1881, anno nel quale comparve misteriosamente dal nulla nelle sembianze di un bambino vestito alla marinara?
Chi si cela dietro al mistero del Sig. Occhio Pino? Forse il misterioso Chupacabras?
Forse il Paese di Cuccagna è in realtà un dispositivo lasciato sulla Terra da antiche civiltà aliene? A quale scopo?
Domande che restano per il momento aperte, ed attendono delle risposte. Scopriamole assieme.
Sì, ma dopo la pubblicità. Non andate via.



