Sabato 30 giugno nell’eccezionale location di Cascina San Giacomo, Barrakud presenta un’intera giornata dedicata alla musica Live e al djing.
Un festival che vedrà come protagonisti diverse band e djs bresciani che si fonderanno con il pubblico attraverso videoproiezioni, lasershow e impianto Outline line array. Special guest della serata: Fritz Kalkbrenner.
BeMag+ mediapartner dell’evento presenterà a partire da oggi le band che si divideranno il palco durante la giornata.
Perché quest’attesa vale la pena di essere vissuta.
Les Machines sono una novità nell’ambiente musicale bresciano. Quando e come nasce l’idea di fondare il gruppo? Aneddoti?
I Les Machines sono nati un paio di mesi fa e sono l’ovvia evoluzione dei nostri progetti che, con questa band, ora viaggiano a senso unico con più forza e con dei pezzi, per i miei gusti, straordinari; per noi provare=godere, una sera ci siamo fatti 2 ore intere senza stop su di un unico groove. Approffittiamo di questo spazio per lanciare una proposta: da tempo vorremmo suonare in una vetrina per 12 ore di fila, negozi del centro fatevi avanti.
Il vostro nome LesMachines e il vostro leitmotiv “Nous sommes un groupe qui joue de la musique de danse” sono in lingua francese. Perché questa scelta? Pura preferenza della morbidezza della pronuncia o altro?
A parte l’inarrivabile eleganza e la bellezza della lingua francese è una chiara citazione a quella musica continentale che dagli 80s in poi (con picchi nei 90s) ha contaminato il mondo elettronico e dance “suonato”. Quei gruppi non hanno mai rinunciato all’attitudine da cantina, da rock-band senza però perdere il senso del bello, del piacevole.
Sonorità particolari che mescolano due progetti già conosciuti e attivi da tempo: ChocolateCollective e Rigonondorme, perché questa direzione?
Rifare un repertorio è come rifarsi un guardaroba e noi abbiamo un’infinità di vestiti. Io (Andrea Rigoni /rigonondorme/ ndr) sono entrato nei già avviati Chocolate Collective 3 anni fa e, senza volerlo, li ho deviati tantissimo; loro suonavano funk strumentale improvvisato. Per le contaminazioni di tutti gli elementi, tutti dotati di grande fantasia, siamo arrivati ad avere generi troppo vari, direzioni completamente opposte tra loro: passavamo dalla lounge alla techno, dal pop al rock confondendo anche i nostri ascoltatori.
Nel frattempo siamo arrivati ad una produzione talmente vasta da non riuscire nemmeno a ricordare tutti i pezzi scritti, suonati o improvvisati.
Il mio progetto parallelo rigonondorme non sarebbe mai nato senza la spinta nera dei Choco e, siccome a tutta la band sono piaciuti molto i pezzi più “strutturati” (alla rigonondorme), abbiamo deciso di fondere il lato più “disco” dei Chocolate con il mio progetto. Questa condivisione ci appaga molto: il basso di Nobile è sempre perfetto ed è la vera voce del gruppo, Buffoli è istrionico e passa dal secondo basso, al synth, alla chitarra “sciolta” nei suoi assoli spettacolari e Beltrami pompa sempre un ritmo incessante e fantasioso. I Chocolate continuano ad esistere ma sono tornati strumentali: lounge, bossa nova, house e speriamo di suonare assieme, un giorno, quando ne saremo all’altezza, il da tutti noi amato jazz. I Chocolate suonano in ambienti dove è più adatto un “tappeto”; ad esempio, al molo3 in apertura alla serata.
Quali sono le vostre influenze musicali/artistiche?
Questa domanda è sempre spinosa perchè è troppo vasta; è come chiedere a qualcuno che non conosci, per farti un’idea su che tipo di persona sia, “che musica ascolti?”, il rischio è la temutissima risposta “di tutto”. Posso quindi rispondere a nome del progetto più che individualmente. Sicuramente i riferimenti di questo progetto sono Style Council, Phoenix, Cassius, Tellier, Jupiter, Earth Wind and Fire, Chromeo…
Presentati al pubblico bresciano il 25 maggio al LioBar, presenti il 30 giugno al SuperSize Summer Festival, che situazione cercate di creare durante un live?
La particolarità di noi quattro come gruppo è che ci adattiamo alla serata, al locale. In base alla situazione riarrangiamo, senza difficoltà, la scaletta. Sicuramente la realtà che più ci appaga è quella del club chiuso; al Lio ci siamo molto divertiti e speriamo di divertirci e di divertire anche al SSSF.
Progetti futuri?
Viviamo alla giornata, 4/4 ed il 30 al Festival, poi qualche data sul nostro Garda. Stiamo lavorando direttamente ad un album al mikor studio vista la rapidità con cui escono pezzi nuovi (avremmo materiale per due album), le edizioni vengono curate dalla dj Paola Peroni (ex mediarecords) ed i brani più adatti verranno adattati “al meglio” per la pista da ballo dal progetto Basic (by Wotton&Gray); insomma ci sono più idee ed energie che tempo ma tanto noi…
non dormiamo.

