La Svezia vince l’Eurovision Song Contest. L’Europa è euforica.

BE IN MUSIC,COOLTURA,Tv 30 maggio 2012 08:04

In una Baku super-illuminata a festa per l’evento televisivo non sportivo più seguito al mondo, la 28enne svedese di origini maghrebine Loreen porta a casa un plebiscito europeo quasi unanime vincendo l’edizione 2012 dell’Eurovision Song Contest con Euphoria.

Un brano d’impatto con sonorità elettro-pop di chiaro stampo anni ’90 cantato in maniera impeccabile dall’artista e portato sul palco con una messa in scena particolare e fuori dagli standard dell’evento. Buio quasi totale, un solo faro ad illuminare la cantante, neve dal cielo e una coreografia accattivante creata attraverso mosse di tai-chi.

La Svezia conferma le previsioni dei bookmaker che la davano favorita da mesi, fin da quando il pezzo era stato designato e scelto dal pubblico svedese nella selezione nazionale, ottenendo un risultato finale di 372 punti, il secondo miglior risultato nella storia dell’Eurovision (nel 2009 Fairytale del norvegese Alexander Rybak vinse con un record di 387 punti).

Sul podio le altre due favorite. Al secondo posto Party for Everybody delle nonnine russe Buranovskiye Babushki, uno dei pezzi più commentati dell’edizione e un piatto gustoso per i detrattori della manifestazione bollata come circo trash e al terzo il serbo Željko Joksimović con l’etnica Nije ljubav stvar che ricordava forse un po’ troppo la coldplayiana Paradise.

L’Italia, rappresentata da una Nina Zilli in ottima forma, si piazza in top ten (9° posto) con il trascinante rhythm and blues L’amore è femmina (Out of love). Fanno discutere i pochissimi voti racimolati dal Belpaese tramite i paesi a noi confinanti, in primis San Marino e a seguire Spagna, Francia, Germania e Svizzera. Nei paesi dell’Est i voti di vicinato sono un’abitudine consolidata, basti vedere lo scambio fra i paesi balcanici o il 7° posto del turco Can Bonomo, con un’esibizione tutt’altro che stimabile di Love me back.

Anche l’Azerbaijan porta a casa un risultato per molti esagerato. Il 4° posto di When the music dies di Sabina Babayeva, padrona di casa e madrina dell’evento, fa pensare ad una sorta di approvazione per ringraziamento. Il brano però merita considerazione, una bella ballad dal respiro internazionale e ben interpretata così come è ben interpretata Suus dell’albanese Rona Nishliu che con una performance commovente e un’estensione vocale impressionante porta a casa il 5° posto, miglior risultato di sempre per l’Albania.

I brani pop-dance orecchiabili che strizzano l’occhio ai generi in voga nelle classifiche di tutto il mondo non riescono a soddisfare la platea europea. Romania, Cipro e Grecia si fanno notare più per la procacità delle interpreti che per la qualità dei brani che non vanno oltre la metà classifica. Stessa sorte per Be my guest dell’ucraina Gaitana che si fa apprezzare per lo meno per le doti vocali e il timbro black.

Esempi di donne belle e talentuose si possono ritrovare invece nella macedone Kaliopi e nella spagnola Pastora Soler, personalità, emozioni e resa sul palco di tutto rispetto a discapito di due posizioni immeritate. 13° posto per la rockeggiante Crno i belo e 10° posto per la ballad latina Quédate conmigo che riesce però a riportare il paese iberico nell’olimpo delle favorite dopo anni di posizioni bassissime.

Grandi sconfitte di quest’ultima edizione senza dubbio le scandinave Norvegia, Islanda e Danimarca, passate inosservate rispetto alla cugina vincitrice. La danzereccia Stay del norvegese di origini iraniane Tooji, dichiaratosi agguerrito e pronto a vincere nella conferenza stampa pre-finale, viene spedita all’ultimo posto (avrà giocato a suo sfavore la somiglianza fisica e del brano con Eric Saade, svedese giunto sul podio nella scorsa edizione?) mentre gli islandesi Gréta & Jónsi inspiegabilmente non riescono a portare Never forget, molto bella e fra le più quotate, oltre il 19° posto.

Non sorridono le big Francia e Regno Unito e l’Irlanda. I transalpini speravano in un ottimo piazzamento portando sul palco la star internazionale Anggun ma il brano, Echo (You and I), vuole essere un tormentone ma ci riesce a metà, la voce dell’indonesiana spicca ma l’arrangiamento non lascia scampo alla mediocrità.

Discorso simile per i britannici che puntano sul crooner 76enne Engelbert Humperdinck con un pezzo, Love will set you free, sicuramente di classe ma di difficile impatto. Una canzone forse troppo raffinata per la platea eurovisiva ed un interprete lontano dal target su cui dovrebbe puntare la manifestazione.

I gemelli irlandesi Jedward tornano sul palco dopo l’8° posto dello scorso anno ma falliscono il bis piazzandosi al 20° posto. Vestiti come i Cavalieri dello Zodiaco provano a dare brio a Waterline, un pezzo bruttino, quasi una sigla di cartoon, saltando per il palco e mettendo in mostra quanto la mancanza di talento possa rendere un artista fuori luogo e ridicolo.

Seguendo la regola per la quale il paese vincitore ospita l’evento nell’edizione successiva, l’anno prossimo la macchina dell’Eurovision si sposterà in Svezia dal 14 al 16 maggio. Stoccolma, Göteborg e Malmö le mete predestinate ad ospitare l’Europa per una settimana di musica e feste ma solo una avrà l’onore di accogliere i fan dell’evento.

CLASSIFICA FINALE

  1. Svezia – Loreen, Euphoria
  2. Russia - Buranovskiye Babushki, Party for everybody
  3. Serbia- Željko Joksimović, Nije ljubav star
  4. Azerbaijan – Sabrina Babayeva, When the music dies
  5. Albania - Rona Nishliu, Suus
  6. Estonia – Ott Lepland, Kuula
  7. Turchia - Can Bonomo, Love me back
  8. Germania – Roman Lob, Standing still
  9. Italia – Nina Zilli, L’amore è femmina (Out of love)
  10. Spagna – Pastora Soler, Quédate conmigo
  11. Moldavia – Pasha Parfeny, Lăutar
  12. Romania – Mandinga, Zaleilah
  13. Macedonia – Kaliopi, Crno i belo
  14. Lituania – Danny Montell, Love is blind
  15. Ucraina – Gaitana, Be my guest
  16. Cipro – Ivi Adamou, La la love
  17. Grecia - Eleftheria Eleftheriou, Aprhodisiac
  18. Bosnia Erzegovina – Maya Sar, Korake ti znam
  19. Islanda - Gréta e Jónsi, Never forget
  20. Irlanda – Jedward, Waterline
  21. Malta - Kurt Calleja, This is the night
  22. Francia - Anggun, Echo (You and I)
  23. Danimarca - Soluna Samay, Should’ve known better
  24. Ungheria – Compact Disco, Sound of our hearts
  25. Regno Unito - Engelbert Humperdinck, Love will set you free
  26. Norvegia - Tooji, Stay