Eurovision Song Contest: l’Europa fa festa in musica

BE IN MUSIC,Tv 16 maggio 2012 08:00

Pochi lo sanno ma ogni anno in Europa va in onda l’Eurovision Song Contest, l’evento televisivo non sportivo più trasmesso al mondo. Una manifestazione musicale nata nel 1956 sulla falsariga del Festival di Sanremo e seguita da più cento milioni di spettatori in media che raggruppa quasi tutti i paesi europei, dal Portogallo alla Russia, dalla Svezia a Malta, dall’Islanda alla Turchia, passando per la Repubblica di San Marino. Quest’anno il concorso si terrà a Baku, in Azerbaijan, questo perché alla nazione vincitrice della precedente edizione spetta organizzare l’evento l’anno successivo e la palma d’oro nel 2011 è andata agli azeri Ell & Nikki con il brano Running scared.

A difendere i colori della bandiera italiana avremo la brava e bella Nina Zilli, reduce dal successo sanremese di Per sempre, la quale canterà sul palco azero il brano soul-funky L’amore è femmina (Out of love), versione italo-inglese dell’ultimo singolo della cantautrice, incluso nell’omonimo album. Lo spettacolo sarà suddiviso in tre serate, due semifinali (la prima trasmessa il 22 maggio su Rai 5, la seconda il 24 maggio in diretta sul sito ufficiale Eurovision.tv) e la finale (in onda il 26 maggio su Rai 2 con il commento della Gialappa’s Band).

Nell’albo d’oro italiano dell’Eurovision grandi nomi della nostra storia musicale: Domenico Modugno, terzo nel 1958 con Nel blu dipinto di blu; Gigliola Cinquetti, prima nel 1964 con Non ho l’età, Alice e Franco Battiato, quinti nel 1984 con I treni di Tozeur, Toto Cutugno, vincitore nel 1990 con Insieme 1992 e tanti altri, da Mia Martini ai Ricchi e Poveri, da Enrico Ruggeri ai Matia Bazar fino ai più recenti Jalisse, quarti nel 1997 con Fiumi di parole e il giovane jazzista Raphael Gualazzi, secondo lo scorso anno con Madness of love.

Purtroppo in Italia l’evento è accolto molto freddamente. Aleggia da anni una sorta di snobismo nei confronti di un concorso che offre una vetrina non indifferente per chi vive di musica: la possibilità di uscire dai propri confini nazionali e farsi conoscere all’estero. Basti pensare alla tedesca Lena Meyer-Landrut, trionfatrice nel 2010 con Satellite (entrata in rotazione anche nelle radio italiane), emerita sconosciuta prima dell’Eurovision e vincitrice di ben due dischi di platino in patria (oltre 500 mila copie) dopo l’avventura eurovisiva, un nuovo volto della musica europea (il suo album è risultato il quinto album più venduto in Europa nel 2010). Ma sono molteplici i nomi dei fior fior di professionisti che si sono susseguiti sul palco dell’Eurovision nei vari anni: Celine Dion, che ha spiccato il volo nel 1988 difendendo i colori della Svizzera e ottenendo una storica vittoria, l’israeliana Noa, la popstar russa Dima Bilan, la sofisticata chanteuse francese Patricia Kaas, i famosissimi Abba e i loro connazionali svedesi The Ark, il crooner britannico Engelbert Humperdinck (oltre 150 milioni di dischi venduti in carriera) e la boyband Blue, Željko Joksimović, uno dei più celebri cantanti balcani, l’indonesiana Anggun (ricordate la celebre Snow on the Sahara?) e tanti altri.

La forza dell’Eurovision è saper unire un continente tanto diverso per culture e gusti attraverso il divertimento e il sorriso. Non ha la pretesa di passare per manifestazione musicale d’alto bordo, è un show pieno di fronzoli in cui si susseguono ballad commoventi a pezzi folkloristici, up-tempo rock a brani dance travolgenti, tradizione e innovazione, una gamma di colori ed emozioni che difficilmente possono coesistere su qualsiasi altro palco in tutto il mondo.