Scontato sottolineare che l’idea del principe azzurro sia molto diversa da una ragazza all’altra.
C’è chi lo vuole biondo e muscoloso, chi moro e riservato, chi bastardo, chi sottomesso.
Io in realtà non credo al principe azzurro.
I principi sono demodè.
Non ho mai cercato nulla, mi son sempre lasciata trasportare da quello che diceva la mia pancia. Non a caso soffro di ulcera a 26anni.
Pensando però al mio passato/presente mi rendo conto che un comune denominatore tra spasimanti, amanti, fidanzati ed ex esiste.
Musicisti.
Per una che non ha il senso del ritmo e fatica a battere le mani a tempo, stonata al punto di doversi esibire in playback alle recite scolastiche, e che l’unico approccio con uno strumento l’ha avuto, giovanissima, con la chitarra e tre accordi > la mi re, perché aveva le dita troppo corte per le altre note, la fatale attrazione per il musicista è un contrappasso da non sottovalutare.
Non so cosa mi trasformi in una calamita verso questa tipologia di ragazzi.
Quell’introversione tipica da artista non è, ci sono anche musicisti allegri e spensierati.
Quello stile da barbone chic nemmeno, ci sono anche musicisti firmati da capo a piedi.
Il mio primo bacio l’ho dato al ragazzo che suonava la chitarra in parrocchia.
La prima storia importante con un batterista.
L’ultima con un chitarrista, ma non un semplice strimpellatore, uno che scrive anche i testi e compone la melodia.
Un flirt con la peggior specie della tipologia: il frontman, di quelli che ti dedicano una canzone in mezzo alla folla ma il giorno dopo han 350 richieste d’amicizia su facebook.
Probabilmente ce l’ho scritto nel DNA. Sarà che mio papà mi ha cresciuta educandomi a suon di Janis Joplin, Johnny Cash, Bruce Springsteen… con scarsi risultati, musicalmente parlando, qualcosa è rimasto e nel modo più sbagliato.
Una cosa l’ho imparata.
Se prendi una cotta per qualcuno che non ha un gruppo, che non si stupisce se ascolti Madonna invece dell’ultimo gruppo indie locale, che non ti fa ascoltare l’ultimo demo prodotto, fermati alle apparenze e non fare domande sui suoi interessi.
Potresti sentir rispondere: “Da ragazzino ho studiato al conservatorio, suono il pianoforte”.
Nessun muro sarà abbastanza duro per sbattere ripetutamente la testa, cercando di vedere cosa ne esce.
