12 artisti di caratura internazionale reinterpretano “Achtung baby” degli U2: “AHK-Toong BAY-bi”

BE IN MUSIC 10 maggio 2012 07:00

“AHK-Toong BAY-bi”, uscito il 26 ottobre 2011, è un disco tributo per celebrare il ventennale di “Achtung baby”, mitico album degli U2. Ne sento parlare su Radio Deejay: Tropical Pizza “spaccia robba buona!”.


Mi procuro il cd, attratto dal fatto che 12 artisti o band di caratura internazionale abbiano reinterpretato le 12 tracce del disco originale, svolta storica nella sonorità della band irlandese -e nella musica in toto, lasciatemelo dire-.buona”.

Inserisco il cd nel pc, curioso. 

Partono i Nine Inch Nails con la loro cupissima versione di “Zoo station”  (chiaro legame degli U2 con Berlino), con cui intuisco la costante del disco, e cioè che sia un disco “liberamente ispirato a…”.

La famosissima “Even Better Than The Real Thing” diventa danzereccia nel remix di Jacque Lu Cont: atmosfere piacevoli ovviamente lontane dal rock che la chitarra di The Edge e la voce di Bono disegnano.

A Damien Rice tocca il compito ingrato: il classicone “One”, già rivisitato dagli stessi U2 con Mary J.Blige, viene quasi recitato in una versione voce-chitarra-piano che, inizialmente emozionale, poi si trascina stancamente.

“Until The End Of The World“ è rivisitata da Patti Smith, interprete d’eccezione vista a Sanremo con i Marlene Kuntz: grande carisma, strascichi della voce che fu, stravolge anch’essa l’originale per una versione intensa ma un po’ troppo toccante e malinconica, “una lagna” la definirà qualcuno.

I Garbage e la stupenda voce di Sherley Manson interpretano “Who’s Gonna Ride Your Wild Horses” in chiave cupa, non di ampio respiro come l’originale.

Achtung baby - U2

Il sesto pezzo è nettamente il migliore dell’album: i Depeche Mode rendono vero tributo a “So Cruel”  in chiave elettronica chiaramente DM ma rispettandone intensità e malinconia struggente, e l’interpretazione vocale di Bono viene onorata da Gahan. Da pelle d’oca.

Per “The Fly”, svolta importante nello stile U2 quando uscì come primo singolo dell’ “Achtung Baby” originale, Gavin Friday regala una versione ancor più rude ed elettronica, di buonissima fattura.

Gli Snow Patrol curano la celebre “Mysterious Ways”, mantenendone di fondo il sapore originale, ma stravolgendola facendo sparire interamente l’energica sezione ritmica.

Tryin’ To Throw Your Arms Around Me” (The Fray) e “Ultra Violet (Light My Way)”  (The Killers), risultano abbastanza fedeli agli originali  perché canzoni relativamente semplici e molto emozionali. Particolarmente teatrale l’interpretazione di Flowers.

“Acrobat”, penultima traccia, è il pezzo peggiore dell’album: i Glas Vegas puntano sulla voce modificata elettronicamente che alla lunga infastidisce.

Il disco si chiude con “Love Is Blindness” interpretata da Jack White: come ogni suo pezzo che si rispetti, non è sopra ma addirittura fuori le  righe, viscerale come l’originale, ancora più sofferta, “strepitosa”.

 

54 minuti e 20 secondi. E tu ascoltatore come resti?

Per verificare se le mie impressioni da innamorato “dilettante” degli  U2 si rispecchino in quelle di amanti “professionisti”, decido di “affidarmi” a due amici, Alessandro e Giacomo, fan dei quattro di Dublino dalla notte dei tempi.

Confermano con diverso impeto e trasporto la visione di “AHK-Toong BAY-bi” che mi son fatto fin da subito.

“..Non si può certo fare un confronto con l’originale..”, “..non rispecchia minimamente Achtung Baby..”: “..le sonorità e la grinta dell’originale, le stesse che mi hanno fatto innamorare degli U2, qui non si trovano..”, ”..Berlino fonte ispiratrice di una band in crisi, e un disco così non lo fa più nessuno!!”.

“..Ogni fan degli U2 dovrebbe avere una copia di questo disco?? non lo so..”: sembra quasi sia stata fatta la scelta ponderata di stravolgere i pezzi di modo che gli artisti restino coerenti alle proprie sonorità. Scelta che non paga vista con l’occhio del fan, perché “..imitare Bono è impossibile..”, ed in definitiva è meglio “..lasciare che gli U2 cantino gli U2..”..

Cambiando chiave di lettura (di ascolto, meglio), se “..lo ascoltiamo da amanti della musica in generale, leggendo i nomi degli interpreti (e che interpreti!) è un bell’album..”. “..Ad interpretare questo disco sono artisti di fama internazionale autori di generi diversi e quindi non può mancare l’interesse ad ascoltare quest’opera..”: “..se piacciono le novità e l’alternativo è un disco di buon ascolto…”.

 

Mi trovo così ad avere la più chiara e sincera analisi del disco.

Non avrei potuto essere più completo e diretto.

Di sicuro, se devo scegliere, tutta la vita “Achtung Baby” nell’autoradio.

Però, un pezzo ogni tanto di “AHK-Toong BAY-bi” me lo ascolterò sempre volentieri.

 

A voi l’ascolto, e non necessariamente la scelta!!!!