Esce oggi La legge della giungla, il nuovo libro di Enrico Brizzi. Il volume, ospitato nella collana Contromano di Laterza, completa un’ideale trilogia cominciata con La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco (2008) e proseguita con La vita quotidiana in Italia ai tempi del Silvio (2010). Dopo le storie ispirate ai suoi lunghi viaggi a piedi e quelle della saga di Lorenzo Pellegrini, per Brizzi si tratta di un ritorno ai tempi dell’infanzia, in un racconto che filtra, attraverso gli occhi di un bambino, Bologna e l’Italia tutta tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta.
Grazie a una prosa fluida e ricca d’ironia il lettore è accompagnato tra le peculiarità e le contraddizioni che rendono unico il capoluogo emiliano, protagonista di uno dei periodi più controversi della nostra Storia recente. Tra i personaggi che popolano questo romanzo – e l’infanzia dell’autore – ci sono una nonna cattolicissima e due zii comunisti; compagni di scuola borghesi e amici molto più “spartani”; vicini di casa dai quali tenersi alla larga e genitori severi, ma capaci anche di dare il giusto peso alle regole della società. È in questa “giungla” – tra la strage alla stazione di Bologna, i pericoli della droga e le battaglie tra bambini con le bande rivali – che l’autore muove i suoi primi passi fuori dalla protezione degli affetti: prima all’asilo e alle scuole elementari, dove i lunghi giochi sono dettati da un immaginario che è capace di far convivere cowboy, samurai e militanti dell’autonomia, e poi all’interno degli scout. Il movimento fondato da Baden-Powell si dimostra allo stesso tempo rifugio e palestra di formazione, un’isola sicura e affascinante che insegna ai bambini poche e semplici regole, ma soprattutto insegna loro il significato della convivenza: «Avevo imparato anche che la legge della giungla ci accomuna tutti: qualcuno la vive dalla parte dei lupi e qualcuno delle scimmie, ma la giungla resta una sola, e bisogna cavarsela fra i buoni come fra i cattivi».
Quello di Brizzi è un libro che di sicuro appassionerà quanti hanno avuto modo di vivere queste esperienze, ma è anche un testo che, a modo suo, riesce ad andare oltre agli scout. La legge della giungla è soprattutto il racconto sincero e divertente di cosa significa essere cuccioli e affacciarsi al mondo, con quel sentimento di fascinazione ed entusiasmo che ci ha investiti quando, per la prima volta, abbiamo provato a interpretare ciò che accadeva attorno a noi. E che dovremmo provare a recuperare da adulti, appena ci rendiamo conto di non provare più stupore per nulla, e timore per ogni cosa.
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