Scatti di una Tempesta: Cecilia Ibañez presenta a Brescia il suo libro fotografico.

BE IN MUSIC,E20,FREE TIME 18 aprile 2012 08:00

Cecilia Ibañez in un suo autoscatto

Lo scorso 15 marzo il “Carmen town” di via Battaglie ha ospitato una delle date del tour di presentazione dell’interessante progetto ideato da Cecilia Ibañez, fotografa argentina da tempo trapiantata in Italia. Il progetto di cui parliamo è il libro fotografico “Dentro la Tempesta”, raccolta degli scatti più significativi realizzati nel corso di tre anni (dal 2007 al 2010) passati dalla professionista a seguito del carrozzone de “La Tempesta”.

Per chi non lo sapesse “La Tempesta dischi” è un’etichetta discografica o, come meglio ama autodefinirsi, “un collettivo di artisti che qualcuno chiama etichetta discografica indipendente”, nata nell’anno 2000 con l’obiettivo di promuovere la miglior musica italiana. A 12 anni dalla sua fondazione, avvenuta per mano dei Tre allegri ragazzi morti e, in particolare, del loro bassista Enrico Molteni, si può affermare (al di là delle opinioni personali) che l’obiettivo è raggiunto pienamente e che il treno, carico di voglia e di idee, è ancora nel pieno della corsa.

Appino (Zen Circus) in uno scatto contenuto nel libro

Sotto “La Tempesta dischi” sono infatti raccolti i migliori nomi della musica indipendente italiana emersi nell’ultimo decennio: si va dagli Zen Circus a Moltheni, da Le luci della centrale elettrica a Il teatro degli orrori, da Giorgio Canali a Il Pan del diavolo, dai Sick tamburo fino agli Aucan, a Uochi tochi, ai Massimo volume e agli stessi Tre allegri ragazzi morti, in un calderone di stili e generi diversi, uniti da un grande tratto comune: la qualità della musica, l’onestà, l’originalità che ha saputo far emergere gli artisti della scuderia dal variopinto mare italiano.

Su quest’auto in continuo movimento è salita, quasi per caso, anche Cecilia Ibañez. Arrivata nel 2007 in Friuli da Buenos Aires, l’argentina – forse spinta dal destino – ha conosciuto Davide Toffolo (il cantante dei Tre allegri ragazzi morti), con il quale ha stretto un profondo rapporto di amicizia, esteso poi al resto della band e a tutti gli artisti che gravitavano intorno al progetto “La Tempesta”. Da lì la scelta di seguire in tour i gruppi, per fotografarli non solo sul palcoscenico, ma, anche e soprattutto, nel backstage, nei momenti di pausa, in quel “dietro le quinte” dove i musicisti sono (ed è questo lo spirito che, perlomeno il sottoscritto, respira pensando alla Tempesta) soprattutto amici e compagni di viaggio.

Davide Toffolo a Brescia, nel mini-concerto che ha seguito la presentazione

Il risultato degli anni passati on the road è stato appunto il volume “Dentro la Tempesta”, dove Cecilia Ibañez raccoglie in 64 scatti in bianco e nero il mondo dell’etichetta friulana e del suo collettivo. Oltre alle fotografie nel libro sono inseriti anche gli “apuntes”scritti dalla stessa Ibañez a margine degli scatti: commenti personali, ricordi, frammenti di un percorso che è stato qualcosa di più di un semplice tour. Nella serata bresciana (così come in tutte le altre date di presentazione del libro) ad accompagnare Cecilia c’era anche Davide Toffolo, che dapprima ha partecipato all’intervista che si è tenuta sul palco del “Carmen town”, mentre poi si è esibito in alcune canzoni dei Tre allegri ragazzi morti, eseguite chitarra e voce.

La serata è stata rilassata e divertente, i due artisti molto disponibili (sarebbe stato difficile il contrario, vista la loro indole amichevole). Il libro (che ricordiamo è stampato in edizione limitata) costa 20€ e può essere acquistato on-line anche sul sito http://shop.latempesta.org, oltre che a margine di alcuni dei concerti organizzati dall’etichetta. Io non ho potuto fare a meno di comprarne una copia, non soltanto perché è un bel prodotto, perché Cecilia Ibañez ha talento e “occhio” (e, di conseguenza, quello che chiamerei “il fattore Tempesta”), ma soprattutto perché so che un giorno, sfogliandolo, ricorderò che quelli fotografati sono buona parte dei musicisti che, negli ultimi anni, ho amato maggiormente.