Sister Act, il musical divino!

COOLTURA,Teatro 10 aprile 2012 11:22

Ogni volta che vado a vedere grandi spettacoli, succede tutto sempre in circostanze particolari: o sono all’estero, o mi regalano i biglietti,  mi invitano direttamente sul palco (seeee sogna!). Mai una volta che mi dica: “Ooh, fanno quello spettacolo, ho voglia di spendere i miei soldi per andare a vederlo!”

Per la mia laurea mi sono stati regalati due e-dico-due biglietti in prima fila e ripeto in-prima-fila per assistere al musical Sister Act al Teatro Nazionale a Milano. Non che sia un grandissimo estimatore di suore canterine, ma ahimè, questo abbiamo in Italia e questo dobbiamo, se vogliamo, andare a vedere. Già perché purtroppo la produzione di musical in Italia è un po’ scarsina, ed ha un’impronta totalmente diversa dalla controparte americana, dove gli spettacoli restano in cartellone per anni ed anni (ne è un esempio Il Re Leone che va in scena a New York da più di 13 anni). In Italia invece, dove non esiste una Broadway con un teatro ogni dieci passi, è tutto incentrato sulle tournée e l’andare in giro per il paese.

Avevo già sentito parlar bene del musical di Sister Act la scorsa estate a New York (dove ha debuttato lo scorso anno), ma ho optato per altro allora. Ed ho fatto bene, perché ho avuto l’occasione di vederlo qui in Italia, con la sua fedele riproduzione della versione americana. Sì, perché lo spettacolo in italiano è esattamente uguale a quello di Broadway, dai costumi alle coreografie, dalle scenografie agli oggetti di scena, tutto. Le uniche cose adattate sono state, ovviamente, i dialoghi e i testi delle canzoni – le musiche invece sono rimaste quelle originali del premio Oscar Alan Menken (sono sue moltissime musiche de La Sirenetta, La Bella e la Bestia, Aladdin della Disney). Altra curiosità è il fatto che tutte le versioni internazionali – americana, inglese, tedesca, italiana e con la francese in arrivo a fine anno – sono realizzate dalla stessa Whoopi Goldberg, presente all’opening night lo scorso ottobre a Milano, e dalla casa di produzione Stage Entertainment.

Se mi fossi aspettato di andare ad assistere ad una fedele riproduzione del film con protagonista Whoopi Goldberg, sarei rimasto enormemente deluso, ma siccome avevo fatti i compiti a casa, sapevo a cosa sarei andato incontro.
La trama del musical riprende principalmente la vicenda del film: Deloris Van Cartier, cantante di night club di pessima fama, rientra nel programma di protezioni testimoni per aver assistito ad un omicidio e viene “nascosta” in un convento prendendo il nome di Suor Maria Claretta.
Nella versione teatrale però non sono presenti le canzoni della pellicola per, credo, diritti sulle musiche che non sono stati concessi, ma i brani presenti non fanno comunque sentire la mancanza delle canzoni del film che, bene o male, conosciamo tutti. 
Sul palco sono state aggiunte molte altre piccole vicende di contorno per dare più alito a tutti i personaggi e soprattutto alle Sorelle che iniziano a cantare grazie a Suor Maria Claretta.
Tutto lo spettacolo (due atti, uno da un’ora e mezza e il secondo da un’ora) pullula di molti numeri blues e jazz, eseguiti magicalmente dalla grande voce di Loretta Grace, che interpreta Deloris, performer italianissima, sebbene il colore della pelle e il cognome possano trarre in inganno, ed anche dagli altri interpreti tra cui una eccelsa Dora Romano (sconosciuta ai più, ma di grande spessore nel panorama teatrale italiano) nei panni della Madre Superiora.
Il bello di questa produzione è che i casting sono andati in onda su Sky in una trasmissione che mostrava tutti i retroscena della preparazione di un musical. A visionare i candidati, oltre ai responsabili della produzione italiana, c’erano anche la regista e il coreografo della versione di Broadway, che hanno curato poi la messa in scena nel nostro paese.

L’esperienza è stata davvero bella, per chi adora il mondo inconcepibile degli spettacoli in cui i protagonisti dal nulla si mettono a cantare, sicuramente non verrà deluso. Dalla prima fila, poi, si vede davvero tutto. Si sente quasi la voce uscire dalla bocca degli artisti, per non parlare di tutti quei piccoli particolari che magari sfuggono dalle file più indietro. Riuscivo anche a vedere tutto il meccanismo del cambio scena, mentre una scenografia saliva e l’altra veniva spinta dentro.
Piccola curiosità: vi siete mai chiesti dov’è il microfono degli attori sul palco di Broadway? Non possono mica utilizzare un banale microfono ad archetto! Troppo televisivo… Il microfono è in testa. Sbuca da sotto i capelli, appena sulla fronte, o a lato sopra le orecchie, o da cappelli e copricapi appositamente indossati.

Avete tempo fino a fine aprile per farvi un giretto a Milano ed avere la possibilità di vedere una mega statua della Madonna totalmente ricoperta da specchietti in puro stile disco ball anni ’80, insieme alle spericolate Sorelle che per circa tre ore vi faranno ridere come mai avreste immaginato. Poi la produzione verrà chiusa e, forse, andrà a Roma al teatro Brancaccio, come è già successo per Mamma Mia! e La Bella e la Bestia. Per tutte le info potete visitare il sito ufficiale del musical.