La sit-com negli ultimi tempi è senza dubbio tornata in auge, riconquistando in poco la sua forza e il suo modo tutto particolare di guardare alla nostra contemporaneità.
Dai Robinson, passando per Friends, fino al più recente ed acclamato Modern Family – che dello stampo classico della sit-com ha ben poco a voler essere precisi – l’evoluzione di questo modello seriale ci ha mostrato sempre fedelmente come il concetto di famiglia sia cresciuto e si sia allargato, nel pieno rispetto del suo ruolo – non unico ovviamente – di specchio della società.
Sulla scia di questo rilancio tenta di inserirsi anche l’ultimo sforzo della Tata più conosciuta della storia della tevisione, Fran Drescher, che ispirandosi al suo stesso matrimonio propone Happily Divorced.

Partiamo con il dire che rispetto ad altri titoli contemporanei, qui forse facciamo un piccolo balzo indietro per lo stile narrativo, tornando allo stampo più classico del formato comedy da 25 minuti – quello con quattro camere e pubblico per intenderci. Ma il retrò va così splendidamente di moda di questi tempi…senza contare che anche The Big Bang Theory sfrutta lo stesso meccanismo! E il gusto un po’ retrò non si ferma solo a questo: lo richiama la sigla stessa, che tanto ricorda quello de La Tata, con tanto di canzoncina e disegni animati volti a raccontare al novizio spettatore la trama generale della serie.
“Era sicura fosse quello giusto, ma il loro legame è sempre sembrato un po’ forzato, si è sposata lo stesso, lui si è scoperto gay, si amano ancora ma ora lei é felicemente divorziata!”
Il pilota prende il via proprio da questi eventi. Senza mai cadere nella volgarità, le vicende si susseguono sul set con toni che oscillano tra il possibile e l’irreale, ma così deliziosamente irresistibili – forse perché sono fan di Fran, scusate l’assonanza – che il lato un po’ più posticcio della realizzazione (scenografie e costumi) passa tranquillamente in secondo piano. Non siamo certo di fronte a un titolo che entrerà nelle première, ma lo show rappresenta comunque una situazione familiare insolita e moderna, una sorta di fusione tra quella di Will&Grace e Darma&Greg – sottolineo, parlo di nucleo familiare: perché la comicità al vetriolo in Happily Divorced si stempera in edulcorati botta e risposta di vecchio stampo.
Eppure non mancano di far ridere, forse perché tanto ricordano i tempi andati, mettendoli a confronto con la nuova modernità, familiare da un lato, e stilistico-narrativa dall’altro, a cui i nuovi titoli di questo genere ci stanno oramai abituando.
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Tere8_9
