Ti dispiace se entro senza occhiali?

BE IN MUSIC 27 febbraio 2012 10:32

Dal 2010, anno della sua ultima partecipazione a Sanremo, molte cose sono successe ad Arisa: piccole parti in due film, un libro, un talent che le ha ridato credibilità, soprattutto ha fatto la differenza la partecipazione all’ultimo anno di Victor Victoria dove per introdurre gli ospiti Arisa reinterpretava successi italiani e internazionali accompagnata dal fedele maestro Barbera (cover deliziose e intelligenti, Womanizer di Britney Spears in modalità tarantella, Kobra di Donatella Rettore incrociata con la Danza della fata confetto tratta dallo Schaccianoci, per fare due esempi).
Con un nuovo look decisamente più modaiolo, spogliata del personaggio di donna imbranata stile Signorina Carlo, Arisa è rinata. 


Poi è arrivato il 2012: per Arisa Sanremo è il trampolino da cui è iniziato tutto ma il secondo posto nell’ultimo Sanremo è stato la vittoria delle cantante che ha commosso cantando senza fronzoli, comunicando con gli occhi e con la limpidezza della sua voce, ma anche di una donna che crescendo è diventata una farfalla.
Così Amami segna il punto di svolta, già dalla copertina: la nuova Arisa, senza quegli occhiali che erano il suo marchio, davanti allo specchio guarda la maschera della vecchia se stessa.
Amami è un album intimo, scritto quasi interamente dal suo ex, Giuseppe Anastasi e racconta la sofferenza per la fine di una relazione, in un’atmosfera lontana da quella Arisa che tre anni fa cantava la ricetta della relazione perfetta, Sincerità. 
La tracklist si apre e si chiude con le due canzoni scritte dalla stessa Rosalba: la title track Amami, un piccolo tango in cui la voce descrive una preghiera sinuosa e Missiva d’amore una toccante invocazione all’amore, pizzicata sulla chitarra ma profondamente sincera. Che dire poi della canzone arrivata seconda a Sanremo, La notte? Una melodia dolce e straziante, parole empatiche e semplici, la voce di Arisa che accompagna e racconta il dolore.
Da qui si snocciolano canzoni d’amore affatto scontate come Ci sei e se non ci sei e Bene se ti sta bene a mio parere una delle perle dell’album. Non mancano brani brillanti, che forse ricordano l’Arisa di Malamorenò, ma che racchiudono uno spessore diverso come Democrazia.
Arisa è tornata regalandoci un album raffinato e malinconico, facendo prevalere la delicatezza sull’impeto, affermandosi come una delle voci più eleganti e una delle personalità più interessanti del panorama musicale italiano.