La ragazza dall’occhio che brilla

Lacrime in tangenziale,SENZA CENSURA 27 gennaio 2012 08:00

Lacrime in tangenziale* Ep. 3
Brevi storie di un’umanità svarionata che incontrai lungo la via di Damasco
 

La ragazza dall’occhio che brilla

Occhi di ragazza mi guardavano. Non usciva una lacrima. Mi guardavano, ma non mi vedevano, tutta presa dallo srotolare la pergamena di una vita che era sua.

L’iride tinta di marrone per me piangeva, ma lacrima non vidi.
L’edera d’estate s’arrampicava su un muro, il suono dei suoi tacchi come il ticchettio di un orologio che segnava il tempo, il tempo che ci rimane per amare.

La luna, calda, la luna era nel cielo. Lei ne era baciata.
«In un’altra vita… Forse… Forse avremmo potuto vivere tutti insieme felici».

In un altro mondo, in un altro spazio, in un pianeta che di nome non fa Terra. Lei e l’uomo che ama, l’altro di cui è innamorata da poco, e la tizia di quest’ultimo. Loro. Due coppie in unico amore. Quante persone si possono amare contemporaneamente?

E il ragazzo delle medie, lui, il primo bacio, quando lo rivedi, quando per caso lo trovi al bar del paese, dopo anni, ecco, lui non è un lui qualunque, lui è Lui, ancora, dopo anni, il cuore si ferma.
Occupò quella persona un cunicolo così importante, fu per te così importante che no, non la cancelli con una gomma, lei no, lei l’amerai per sempre.

La ragazza, i cui occhi brillavano come le stelle prive d’anima mai potranno mai, lei non sapeva cosa fare. Lei amava il suo lui, ma c’era l’altro. E bramava, sottofondo, con destreggianti giochi di parole, lei lo disse, lei lo rivelò, lei mi esplicò, con una musica di scarsa fattura che nascondeva al mondo il suo dirsi, lei disse che voleva praticare un’orgia d’amore.

Io persi la mia voce, non ebbi capacità di fornir giudizio. La complessità dell’intreccio, dell’io più tu che fa un noi, con l’aggiunta del nostro essere di ieri, l’autonomia del vivere interi senza un lui, il bisogno di un lui con cui procedere, riusciremo mai a trovare la sintesi adeguata?

Ma l’avvisai di quel punto di non ritorno, che se ti butti in certe vie sinuose, affascinanti, definite trasgressive dal telegiornale, queste vie poco battute, poi c’è il rischio che siano loro a battere te. Le tremava la gamba sinistra, cercando una soluzione che non esiste.
Perché l’unica cosa che abbiamo tra le mani è la responsabilità delle relazioni.

 

* il titolo della rubrica è mutuato dalla canzone dei Fraulein Rottenmeier.