Alessandro Cattelan, nuovo conduttore della nuova edizione, parla in modo alquanto meccanico, tipo omino da videogioco… è tutto pilotato o forse sono rimasti barlumi di spontaneità nel comportamento di conduttore e giudici? Ogni tanto ricorda pure che c’è il tasto verde del telecomando per scoprire qualcosa in più sul programma. Forse se uso anche gli altri tasti le persone nello schermo obbediscono ai miei comandi? Poco ci manca, e sarebbe solo la ciliegna sulla torta del clima creato dalla versione di Sky, un palco che sembra una discoteca con luci da far venire il mal di testa. Mi domando come facciano cantanti, giuria e pubblico a sopportarlo. Ma a quanto pare, i programmi oggi si fanno, e piacciono, così.
A parte questo, la ricerca del sacro graal dei nostri giorni, ovvero l’x factor, procede senza sosta grazie alla ben assortita giuria col suo ruolo da protagonista. I cantanti rimangano sullo sfondo, forse perchè si da per scontato che chi segue il programma abbia seguito anche le selezioni, che forniscono un repertorio umano ricco e soprattutto divertente.
Ecco i quattro giudici di quest’anno. Morgan, saltellante e scattante (niente dichiarazioni sui propri vizi quest’anno) è generoso proferitore di commenti a sproposito, ad esempio sul décolleté di Arisa. Ma offre anche numerose riflessioni sulla storia della musica rock e contemporanea, è simpatico e provocante, e si occupa dei ragazzi under 25, che definisce “sottouomini”.
Arisa, la new entry della giuria, è stata positivamente schietta e tagliente nelle audizioni, e ora continua a difendere le proprie posizioni e i propri cantanti over 25 con decisione (la prima eliminata, Rahma, era sua allieva).
Simona Ventura, madrina del programma ma non del mestiere (musicale), ormai ha deposto il suo rebel-detector, lo sguardo malefico nei confronti dei concorrenti che mostravano poca umiltà. Ora si è trasformata nella benevola chioccia che protegge le stelle nascenti under 25.
Infine, l’ironico Elio, che in realtà, con il suo travestimento antico, rivela quel pizzico di austerità del suo modo di fare: prima di tutto l’intonazione, e non ha tutti i torti dal momento che la sua categoria è quella dei gruppi. Si nota anche una vaga inclinazione conservatrice: ha obbligato due dei suo gruppi a cambiare il proprio nome perchè in lingua inglese,suggerendo idee proprie. I Free Chords sono diventati “I Moderni”, mentre le Five Sisters sono state ribattezzate “Le 5″ (e un quarto? -si chiede Morgan).
Per quanto riguarda i concorrenti, chi scrive non ha seguito granchè le precedenti edizioni, ma il livello pare decisamente alto. Antonella ricorda lo stile alternative nordico, ed è molto brava a tenere il palco. Anche la voce dolce e calda di Claudio stupisce la giuria e il pubblico. Ma un’interpretazione sorprendentemente intensa è quella di Francesca, sedicenne, con “Someone like you”, pezzo che è stato servito in tutte le salse, ma lei è stata in grado comunque di commuovere.
Sono stati tutti bravi a dire la verità, ognuno porta sul palco uno stile ed un’energia diversi ed è per questo che non si vorrebbe veder uscire nessuno. Sarebbe bello se i concorrenti potessero continuare ad imparare ed a rivelare le proprie sfaccettature e che ci fosse solo una sfida finale.
Stiamo a vedere cosa succede, sperando che il talento rimanga il protagonista dello show.
