Sarà che sono fondamentalmente un abitudinario e ho bisogno di certezze. Anche se momentanee.
In questo perio
do la mia certezza si chiama elettronica. Che siano gli effetti di Davide Dileo -per noi tutti il Boosta dei Subsonica- o il funk moderno di Jamiroquai, è questa la musica che ho nelle orecchie ora.
Direi che sia giusto iniziare questa avventura targata Be Music con l’album che ho ora nell’autoradio, figlio (se non padre) del preambolo che ho fatto. Tutto parte da quando ho rispolverato un cd del 2004 di riarrangiamenti in chiave dance-elettronica dei più grandi successi dei Depeche Mode, “Remixes 81 – 04”: da qua è nata la voglia di scoprire anche il capitolo 2 di questo progetto, “Remixes 2: 81 –11”. Rigorosamente la versione 2, la più completa in quanto triplo cd.
Nel progetto, già di sicuro successo perché ripercorre la strada del capitolo 1, alcuni dei più grandi artisti della scena elettronica internazionale (come Bushwacka, i Royksopp, Mark Saunders, Karlsson & Winnberg, Eric Prydz) hanno fornito le loro personalissime interpretazioni dei pezzi che la band britannica ha sfornato in 30 anni di successi e 100 milioni di copie vendute. L’album è uscito nel giugno 2011, anticipato dal singolo “Personal Jesus – The Stargate remix”. L’autore del remix, Tom Hermansen (del trio Stargate, appunto) dichiara: “Remixare una qualsiasi canzone dei Depeche Mode è un onore, è come essere nominato cavaliere. Quando Rihanna mi ha detto di essere una grande fan dei Depeche Mode ho dovuto dirle: ‘Io ero un fan dei Depeche prima ancora che tu nascessi, bella’ .. “
Com’è questo album?
Un fan di Dave Gahan e soci dagli albori, o chi ama il suono puro dei Depeche Mode, si troverà spiazzato, nonostante sia abituato a sintetizzatori ed elettronica in grande quantità: per rendere l’idea, il cd “81-04”mi è stato regalato dal mio ex capo, con commento a seguito “Mi ero chiesto se avessi sbagliato cd al momento dell’acquisto”.
Restano ovviamente individuabili i tratti e i passaggi cruciali, l’anima, di successi come ‘Enjoy The Silence’ (oramai riconoscibile con una misera suoneria polifonica di un vecchio Nokia 3230 anche da chi non segue i DM), ‘Never Let Me Down Again’ e ‘Everything Counts’ o delle più recenti ‘Dream On’ e ‘John The Revelator’, solo per citare alcune delle 37 tracce del triplo album.
La chiave di lettura del cd sta però nel godersi il nuovo sapore e la nuova identità che le canzoni assumono nella veste remixata, risultando in alcuni casi perfettamente ballabili nei club (dove da sempre i DM risultano non fuori luogo, anzi) e in altri capaci di creare atmosfere ‘lounge’ (passatemi il termine fighetto). Le mie preferite? Ne scelgo una per cd: ‘Everything Counts’, ‘Strangelove’ e ‘Tora Tora Tora’.
Ad onor del vero, alcuni pezzi risultano un po’ troppo lunghi per un ascolto casalingo. Però, secondo la mia opinione, il progetto (che vede tra l’altro la collaborazione di Vince Clark e Alan Wilder, due componenti dei Depeche poi usciti dal gruppo) è perfettamente riuscito. Il leader Dave Gahan, l’eclettico Martin Gore e il grande Andrew Fletcher (il 25 novembre a Brescia per un dj-set di altissimo livello) hanno avuto l’intelligenza e la capacità di mettersi il gioco e vestirsi di nuovo senza perdere un briciolo di credibilità e di coerenza. Rarità nel mondo della musica.

